venerdì 12 febbraio 2016

Una valida ragione per non iscriversi ai social networks: ci possono sprofondare in un senso di inadeguatezza



"Litost (Czech): the humiliated despair we feel when someone accidentally reminds us, through their accomplishment, of everything that has gone wrong in our lives.

They casually allude to a luxurious house they are renting for the holidays. They mention the glamorous friends they have had for dinner. We feel searing self-pity at the scale of our inadequacies".


mercoledì 10 febbraio 2016

Le vite degli altri: perche' non giudichiamo noi stessi con i parametri che usiamo per le persone attorno a noi



"Many of our errors, the researchers found, stem from a basic mismatch between how we analyze ourselves and how we analyze others. When it comes to ourselves, we employ a fine-grained, highly contextualized level of detail.

When we think about others, however, we operate at a much higher, more generalized and abstract level. For instance, when answering the same question about ourselves or others — how attractive are you? — we use very different cues. 

For our own appearance, we think about how our hair is looking that morning, whether we got enough sleep, how well that shirt matches our complexion. For that of others, we form a surface judgment based on overall gist. 

So, there are two mismatches: we aren’t quite sure how others are seeing us, and we are incorrectly judging how they see themselves".


Maria Konnikova, The confidence game.

domenica 10 gennaio 2016

Meditazione filosofica: impariamo a riflettere, scrivendo



"The longing to empty the mind, to calm turbulent thoughts isn’t completely opposed to the exercise of cleaning up the mind, decoding, analysing and ordering its contents. It’s just that at the moment, as societies, we have allowed ourselves to get overly seduced by the promise of tranquility, so that we always strive to empty the mind, instead of attempting to understand its contents.

We see our agitation as the result of thinking too much, rather than of not having – as yet – thought enough. It’s time for our societies to take on board the promises and advantages of Philosophical Meditation".


Quando il nostro tempo sara' finito, che cosa restera' di noi?



"Una delle invenzioni che definiscono il nostro tempo, se devo giudicare dallo spettacolo quotidiano che vedo attorno a me, è il costume di massa del “selfie”. Ha migliorato la qualità della nostra esistenza?

Ci ha reso piu' creativi, quest'orgia di vanita' che si traduce nell'ossessione compulsiva di fotografare noi stessi e inviare all'istante l'immagine a tutti i nostri conoscenti? Che cosa resterà di questi triliardi di immagini banali e fugaci, accumulate nei nostri gadget digitali, quando il nostro tempo sara' finito?".


Federico Rampini, L'eta' del caos.

lunedì 21 settembre 2015

Prenditi cura della tua vita: proteggiamo il nostro tempo, coltiviamo la nostra vita interiore



"Be a good steward of your gifts. Protect your time. Feed your inner life. Avoid too much noise. Read good books, have good sentences in your ears. Be by yourself as often as you can. Walk. Take the phone off the hook. Work regular hours".


domenica 20 settembre 2015

Un minuto e se ne va



"Ció che ha un inizio e una fine è semplicemente la vita. Il resto è solo di passaggio. La vita è questo, un minuto e se ne va. Abbiamo a disposizione l'eternità per non essere e solo un minuto per essere. Per questo, ciò che più mi offende oggi è la poca importanza che diamo al fatto di essere vivi".

"Seneca affermava che non è povero chi ha poco, ma chi desidera molto".

"Io lotto contro l'idea che la felicità stia nella capacità di comprare cose nuove. Non siamo venuti al mondo solo per lavorare e per comprare; siamo nati per vivere. La vita è un miracolo; la vita è un regalo. E ne abbiamo solo una".


mercoledì 23 gennaio 2013

Sereni e contenti di se stessi



"L'importante sarebbe riuscire ad arrivare sino alla fine sereni e contenti di se stessi, ma questo non dipende dai chilometri percorsi o da quanto mondo si e' visto: e' una grazia interna che ci fa fare i passi giusti e ci fa invecchiare senza troppi rancori e invide mal sopite".


Paolo Crepet, Elogio dell'amicizia

lunedì 14 gennaio 2013

Un amore lucido e attivo



"Se gli uomini si odieranno, non si potra' fare nulla. Saremo tutti vittime degli odi. Ci uccideremo tutti nelle guerre che non desideriamo e di cui non siamo responsabili. Ci agiteranno davanti agli occhi una bandiera, ci riempiranno le orecchie di parole.

E per che cosa, in definitiva? Per creare la semente di una nuova guerra, per creare nuovi odi, per creare nuove bandiere e nuove parole. E' per questo che viviamo? Per fare figli e gettarli nella fornace? Per costruire citta' e raderle al suolo?

Per desiderare la pace e avere la guerra?

- E l'amore sara' la soluzione a tutto questo? - domando' Abel, sorridendo con una tristezza in cui c'era una punta di ironia.

- Non lo so. E' l'unica cosa che ancora non si e' sperimentata...

- E arriveremo in tempo?

- Forse. Se quelli che soffrono si convincessero che e' questa la verita', forse saremmo in tempo... - S'interruppe, come se una preoccupazione assalisse il suo spirito: - Ma non dimentichi, Abel!... Amare di un amore lucido e attivo!

Che l'attivita' non faccia dimenticare la lucidita', che l'attivita' non porti a commettere bassezze come quelle che commettono coloro che vogliono il disamore tra gli uomini! Attivo, si', ma lucido. E lucido su tutto!


Jose' Saramago, Lucernario

lunedì 7 gennaio 2013

Tranquillita' (reprise)



"E' l'amore", penso' Abel.

"E' l'amore che da' questa tranquillita'. questa pace a tutti e due". E bruscamente gli pervase il cuore un desiderio violento di amare, di concedersi, di vedere nell'aridita' della sua vita il fiore rosso dell'amore.


Jose' Saramago, Lucernario

domenica 6 gennaio 2013

Tranquillita'



"Pensava di avere il dovere di dichiararsi soddisfatto di cio' che la vita gli aveva dato, che altri erano meno fortunati eppure vivevano contenti. Ma il paragone non gli procurava tranquillita'. Ne' del resto sapeva cosa fosse e dove si trovasse cio' che gli avrebbe arrecato la tranquillita'.

Cosi' come non sapeva se una tale tranquillita' esistesse da qualche parte. Quel che sapeva, per esperienza di anni, e' che lui non l'aveva. E sapeva anche che la desiderava, come il naufrago un legno cui aggrapparsi, come la semente il sole".


Jose' Saramago, Lucernario